SCUOLA REGIONALE SCACCHI

SCUOLA REGIONALE DI SCACCHI

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La Scuola regionale di scacchi è il progetto didattico del Comitato regionale Piemonte che ha lo scopo di offrire un piano di formazione adeguato ai giocatori under 14 piemontesi in modo da implementare la loro preparazione atletica in vista dei campionati giovanili regionali e nazionali.

Il progetto si articola in tre stage itineranti annuali, strutturato ognuno su tre livelli di preparazione curati dagli istruttori  Ubezio, Pepino e Federico Venturino.

Per la stagione 2016/2017 il primo incontro si terrà domenica 20 novembre ad Asti.

E’ anche una piacevole occasione per far incontrare e conoscere fra loro atleti, genitori, istruttori e dirigenti sportivi della Federscacchi piemontesi. Il corso è offerto gratuitamente agli allievi, scelti tra i giocatori infraquattordicenni piemontesi qualificati ai recenti campionati provinciali, open o che negli anni hanno dimostrato un buon livello di preparazione e raggiunto rating elo medio alti.

Il primo stage del rinnovato progetto si è tenuto domenica 21 febbraio 2016 al Seminario Vescovile in Via Amedeo Rossi nr.28 nella città di Cuneo. Alle ore 10.00 dopo l’accredito sono iniziate le lezioni fino alle 12.30, quindi pausa pranzo all’interno della struttura ospitante nel Self Service “Il Chiostro” con primo, secondo e contorno a scelta, dolce e bibite al modico prezzo di 10 euro + iva.. Gli allievi sono stati ospitati dal Comitato. Ripresa dei corsi dalle 14.30 fino alle 17.00. In questo modo si è consentito a chi viene da più lontano di ritornare a casa tranquillamente. E’ possibile, previa prenotazione all’indirizzo mail: seminario@diocesicuneo.it, soggiornare nello stesso edificio del corso. Le tipologie di camere sono tutte con bagno comune al piano; singole (in numero limitato), doppie con possibilità di terzo lettino, senza prima colazione,  al prezzo di 20 euro a persona.

Per gli accompagnatori l’organizzazione alle ore 11,00 dello stesso giorno è stata offerta una piacevole escursione nel centro storico e accesso riservato al Palazzo Comunale con una guida di eccezione il Prof. Giovanni CERUTTTI, Presidente del Consiglio comunale.

Allo stage dell’anno 2016 sono stati iscritti solo i giovani nati dopo 31-12-2002. di seguito gli allievi segnalati dai circoli: Asti: 1) Zavattero Luca (2N – 2005), 2) Zavattero Andrea (NC – 2005); 3) Briata Nicolò (3N -2006), cui sono stati poi aggiunti 4) Vercelli Marco (3N – 2002), 5) Lucia Macagno (NC – 2005), 6) John Huang (NC – 2004) Cerano (NO): 1) Chiara Cucchi (NC – 2002) Chivasso: 1) Federico Cereia (NC – 2004), 2) Viktor Paolo Perotti (NC – 2006), 3) Robert Ioja (NC – 2006) Cuneo: 1) Andrea Bosio (NC – 2007), 2) Giorgio Torchio (NC – 2005), 3) Galzerano Andrea; aggiunti, dopo il provinciale, 4) Giraffi Simone /Racconigi). Fossano: 1) Pantano Andrea (3N – 2002), 2) Ruffino Martina (NC – 2004), 3) Flego Miriam (NC – 2004), 4) Flego Sofia (NC – 2006) Ivrea: 1) Matteo Donatelli (3N – 2004), 2) Zara Lorenzo (NC – 2004) Nichelino: 1) Davide Petrini (NC – 2003), 2) Emanuela Petrini (3N – 2003) Novara: 1) Brusati (Greta o Alice) (NC – 2003), 2) Chiara Cucchi (NC – 2002), 3) Francesca Colleoni (2002), 4) Martina Kushova (NC – 2002) Pinerolo: Prigione Alice (NC – 2003), Prigione Luca (NC – 2004) SST: 1) Tripodi (2N 2003), 2) Gatti (3 N, 2003 o 2004), + altri con categoria nazionale da confermare Vallemosso: 1) Lorenzo Della Peruta (2N – 2003) 2) Matteo Sunder (2N – 2003), Ilaria Gnata (NC – 2002)

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commento di PEPINO ENRICO 29.2.2016

Domenica 21 febbraio ha preso il via un’interessante iniziativa del Comitato Regionale Scacchi Piemonte diretto dal presidente Roberto Rivello. Si tratta di un’iniziativa didattica che prevede, da qui a giugno, 3 stage juniores domenicali a inviti, con partecipanti provenienti da tutti i circoli della Regione.

Si tratta di Under 14 che i vari circoli piemontesi hanno segnalato al Comitato Regionale, ed in particolare juniores che finora hanno avuto, per vari motivi, poche possibilità di essere costantemente seguiti nella loro crescita. La selezione teneva altresì conto dell’età, sesso e titoli provinciali.

Il primo appuntamento si è tenuto a Cuneo presso l’accogliente seminario vescovile, una sede ideale per questo tipo di eventi. Ottima l’organizzazione del circolo di Cuneo, sotto la direzione di Antonio Ciaramella ed Enzo Medaglia.

Lo stage prevedeva 5 ore complessive tra mattina e pomeriggio, con i ragazzi suddivisi in 3 gruppi di studio (composti ognuno da una dozzina di ragazzi) guidati dal sottoscritto, da Marco Ubezio e Federico Venturino, con la supervisione del MF Roberto Rivello.

L’incontro è stato molto proficuo, e anche se alcuni aspetti sono migliorabili, l’inizio è stato molto incoraggiante, tanto che vi è stato un parere positivo pressoché unanime.

Date e sedi dei prossimi incontri sono Asti e Torino, se si riuscirà a dare continuità al progetto, i risultati certamente arriveranno.

Le premesse ci sono tutte.

premiata

La scuola regionale di Scacchi è anche una “Palestra Scacchistica telematica” che permette di associare istruttori e allievi nel training tramite un interfaccia interattiva, con annesse librerie in PGN e database per la memorizzazione delle lezioni svolte, unitamente ai particolari compiti assegnati  agli allievi da svolgere a casa.

Lo scambio di informazioni tra gli utenti avviene tramite chat o connessione audio visiva (Skype). Si compone anche di un percorso di apprendimento e allenamento completamente automatizzato, che permette un training specifico sulle capacità tattiche, e il gioco in diretta per le partite di allenamento tra i ragazzi.

http://progetto2.scacchiedu.it/

MADRID 13.2.2015 Sviluppa l’intelligenza, allena la mente, migliora il rendimento. C’è solo da chiedersi perché non ci avessero pensato prima. C’è voluta una proposta parlamentare del Partito socialista per far scoprire ai politici spagnoli gli effetti miracolosi dello studio degli scacchi. Che ora diventeranno materia obbligatoria nel programma educativo. Tutti d’accordo, dalla sinistra alla destra ai nazionalisti di vario segno, al punto che ­ praticamente in coro ­ hanno chiesto al governo conservatore di Mariano Rajoy di fare in fretta e dotare gli istituti di tutto il paese di uno stock di scacchiere, re e regine, alfieri, cavalli, torri e pedoni. Già tre anni fa, con una votazione a larga maggioranza, il Parlamento europeo aveva approvato una “raccomandazione” in questo senso diretta a tutti i Paesi membri dell’Unione. Un suggerimento che si basava su studi realizzati in Germania e in altri Paesi del continente in cui si è visto che il rendimento scolastico degli alunni scacchisti aumentava in media fino al 17 per cento. Così sono partite anche in Spagna le prime esperienze effettuate a livello sperimentale in alcune regioni: tanto in Catalogna come in Cantabria si è registrato un tasso di soddisfazione per i risultati ottenuti superiore all’80 per cento. A Barcellona, è stato il governo della Generalitat a promuovere uno degli studi scientifici più accurati degli ultimi tempi sui benefici pedagogici degli scacchi. Secondo le conclusioni degli esperti delle Università di Lérida e Girona, l’introduzione nel programma scolastico di questo gioco come materia di studio permette di sviluppare meglio l’intelligenza in vari parametri e di migliorare i risultati in matematica e nella lettura,che sono proprio i due ambiti in cui i ragazzi spagnoli mostrano le maggiori carenze secondo le risultanze del Rapporto Pisa. Ma i vantaggi non finiscono qui. Nella sua relazione davanti alla Commissione educazione delle Cortes, il deputato socialista Pablo Martín ha ricordato che gli scacchi “aumentano le capacità strategiche e mnemoniche, insegnano a prendere decisioni sotto pressione e sviluppano la concentrazione, oltre a parecchie altre qualità, con un costo economico molto basso”. Con un inconsueto spettacolo di convergenza politica, il primo a dargli ragione è stato il rappresentante del Partito Popolare (“è un’appassionante disciplina sportiva nell’ambito educativo “), mentre i nazionalisti baschi hanno parlato di “investimento strategico per il futuro”. Uno studio realizzato dalla Universidad de La Laguna, di Tenerife, sottolinea che gli scacchi sviluppano non solo l’intelligenza cognitiva ma anche quella emozionale. Ma quello scolastico non sarà l’unico terreno di applicazione dell’esperimento scacchistico. Secondo studi scientifici molto seri, la pratica degli scacchi può infatti essere estremamente utile come “ginnastica mentale” per ritardare l’invecchiamento cerebrale e quindi frenare lo sviluppo di malattie come l’Alzheimer. In più, avrebbe anche un impiego proficuo nel trattamento di bambini iperattivi, con autismo, sindrome di Asperger, superdotati, con sindrome di Down e anche nella riabilitazione dei tossicodipendenti. http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/13/news/scacchi_obbligatori_nelle_scuole_spagnole_allenano_la_mente­107190859/?ref=HREC1­21 2/2

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