La casa degli scacchi

La Casa degli Scacchi

il 29 giugno 2017 è stata inaugurata la sede dell’Associazione Scacchistica s.d. cuneese.

La sede, con ingresso momentanea per il Centro Incontri, è in Via F.lli Vaschetto 10 a Cuneo. In tempo record, il Comune aveva consegnato le chiavi per il locale destinato all’Associazione solo il 1° giugno, sono stati completati i lavori di ristrutturazione, tinteggiatura e intonacatura, ricostruzione e messa in opera degli infissi con doppi vetri, messa in sicurezza dell’impianto elettrico, arredo e lucidatura del pavimento.

Il Brindisi ben augurante è scoccato alle ore 19 del 29 giugno p.v. alla presenza dell’Assessora  Franca Giordano, confermata nel settore Socio educativo dalla recente consultazione elettorale. E’ stata istituita una raccolta fondi per i lavori già effettuati e per quelli previsti di ampliamento al fine di ottenere un ingresso autonomo e spazi più ampi. Moltissimi soci e simpatizzanti hanno partecipato con entusiasmo.

Nel corso dell’incontro si è stabilito in via sperimentale e a partire dal 4 luglio p.v., i giorni della settimana dedicati al gioco libero dalle 21,00 in poi al martedì e giovedì, in base all’affluenza e gradimento si stabilirà il calendario definitivo. Saranno poi programmati successivamente i corsi per adulti e giovani, e la scuola di scacchi.

Per la prima volta, l’Unesco ha dedicato il 20 luglio quale giornata mondiale degli scacchi. La sede sarà aperta per dimostrazioni e gioco libero tutto il giorno, dalle 10 alle 18, mentre dalle 21 in avanti gioco libero con giocatori esperti.

A grande richiesta da martedì 4 luglio p.v. è iniziato il corso per principianti dalle ore 18,00 tenuto dall’istruttore Ciaramella Antonio. Il corso si ripeterà dopo agosto, per prenotazioni inviare mail a scacchicuneo@gmail.com.

E’ in previsione un open sociale a cadenza settimanale di 7/9 turni dedicato ai “Fratelli Vaschetto” a partire da fine ottobre.

Resta aperto, il “Chess point” permanente al tradizionale Bar degli Angeli, tutti i giorni salvo il giovedì. Sono disponibili due scacchiere con orologio a disposizione dei clienti e soci che vogliono cimentarsi nel gioco più bello del mondo!

http://www.lastampa.it/2017/06/22/edizioni/cuneo/a-cuneo-una-casa-per-gli-scacchi-M8kaAWi6zIzH3G0BKeY3aJ/pagina.html

http://www.campioni.cn/2017/06/22/leggi-notizia/argomenti/altri-sport/articolo/nuova-sede-per-la-scacchistica-cuneese.html

http://www.targatocn.it/2017/06/26/sommario/artigianato/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/cuneo-lassociazione-scacchistica-cuneese-inaugura-la-nuova-sede.html

http://www.targatocn.it/2017/06/30/leggi-notizia/argomenti/cuneo-e-valli/articolo/cuneo-inaugurata-la-nuova-sede-dellassociazione-scacchistica.html

Storia della sede

Una struttura ospedaliera allocava, nella stessa zona entro le mura di cinta della città, oltre all’esistente ospedale religioso di San Francesco, già alla fine del XIII secolo per volontà della Fraternità dei Disciplinati, quale opera di carità cristiana, evocando la lettera di San Giacomo: “la fede, se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta”.

L’ospedale dei disciplinati assisteva gratuitamente i poveri, gli infermi, i pellegrini e i neonati abbandonati dai genitori; alla fine del Cinquecento, la Fraternità dei disciplinati trasformata in Confraternita di Santa Croce creò anche il Monte di Pietà, per venire incontro agli umili che avevano bisogno di un prestito a modico tasso d’interesse. Tale banco è l’antenato dell’attuale Cassa di Risparmio di Cuneo.

L’attuale edificio ospitante la casa degli scacchi fu però concepito nel Settecento, insieme alla Chiesa barocca costruita tra il 1709 e 1715, in sostituzione della preesistente edificata nel 1592 e dichiarata pericolante tra il 1706 e il 1708.

Nel 1708 il progetto fu affidato all’architetto Antonio Bertola e l’anno successivo iniziarono i lavori: il progetto si basava sull’accentuazione del valore scenografico della chiesa che sarebbe emersa sulle forme modeste dell’ospedale. Non soddisfatti, la committenza passò, tra il 1719 ed il 1731, all’architetto Francesco Gallo (al quale fu attribuita erroneamente la Chiesa ma certamente diressi i lavori e le maestranze nonché l’arredo pittorico) il quale presentò tre soluzioni per il nosocomio ma, per motivi economici, la Confraternita scelse quello proposto nel 1731 dall’architetto cuneese Vassallo Vittorio Bruno di Samone, per altro primo Vescovo di Cuneo.

Poco distante si incontra il palazzo dell’autore del disegno del nostro edificio. Il palazzo nel 1882 passò in possesso dell’Amministrazione dell’ex Ospedale di Santa Croce con il fine di creare degli spazi in cui potessero trovare sede gli Uffici dell’Ospedale e quelli del Monte di Pietà, con relativi magazzini dei pegni. Dopo la chiusura dell’attività del Monte dei Pegni, avvenuta negli anni ’80, l’edificio è stato abbandonato ed è cominciato un lungo periodo di degrado che ne ha notevolmente compromesso l’architettura.

I lavori dell’Ospedale iniziarono il 26 aprile 1732,   come si evince da “Libro dei conti tenuto dal Signor Conte Vittorio Bruno di Samone, tesoriere e direttore della Fabbrica dell’Ospedale“, con la demolizione delle case a levante, ora via santa croce, la costruzione si limitò all’omonima chiesa adiacente e “sette stanze” destinate a ospedale, l’ultimazione della fabbrica avvenne solo dopo oltre 50 anni.

I lavori di fabbricazione furono sospesi nel 1734, a causa della morte del primo progettista e direttore dei lavori, e solo nel 1767 venne ripresa in considerazione la necessità di rinnovare l’ospedale.

Di fatto la fabbrica riprese a lavorare solamente nel 1769 ma il disegno dell’architetto cuneese Vassallo Vittorio Bruno di Samone, per altro primo Vescovo di Cuneo, non era più confacente alle esigenze assistenziali e fu rivisto dall’architetto torinese Bernardo Antonio Vittone (1704 – 1770), per renderlo più funzionale alla sua destinazione, sotto la direzione del capomastro Giacomo Boggio che completò l’esecuzione dei lavori.

Intervenne inoltre un’altra lunga interruzione dei lavori, dovuta sia a problemi di finanziamento dell’opera sia alle conseguenze dell’assedio del 1744, per cui la Confraternita dovette cedere numerosi immobili.

L’assedio di Cuneo del 1744 fu un fatto d’armi svoltosi durante la guerra di successione austriaca, nella quale i francesi, nemici dei piemontesi e degli austriaci, decisero di avanzare in Piemonte per giugere in Austria. Prima di scendere in Piemonte, però i francesi uniti con gli spagnoli dovettero assediare Cuneo, città molto ben guarnita che già aveva resistito ad altri assedi.

Dopo un velocissimo assedio al forte di Demonte in valle Stura, i galloispani si trovarono di fronte alla città fortificata pronta ormai da tempo a sopportare l’assedio. Il nuovo governatore della città, il barone Wilhelm von Leutrum (noto in lingua piemontese come Baron Litron), di origine sassone, era stato chiamato, attesa la sua esperienza militare, dal Re Carlo Emanuele III di Savoia a difendere la città,.

L’assedio cominciò il 15 settembre 1744 con l’arrivo della prima bomba contro le mura di Cuneo, il 29 settembre da Saluzzo il Re arrivò con 25000 uomini (su 40000 di tutto l’esercito Sabaudo) per soccorrere i 4089 soldati a difesa di Cuneo. L’esercito si schierò a Madonna dell’Olmo ove il 30 settembre si tenne una grande battaglia. Seppure l’esito fu favorevole ai galloispanici, essi ne usciranno molto indeboliti. Dopo altri ventuno giorni di assedio, l’11 ottobre il consiglio di guerra francospagnolo (composto dal Principe di Contì per i francesi e il Marchese Las Minas per gli spagnoli sotto un comando generale dell’Infante di Spagna Don Luigi di Borbone) decise la ritirata, così il 21 ottobre viene dichiarato concluso l’assedio.

L’Archivio di Stato di Cuneo conserva la piantina del piano nobile in inchiostro nero ed acquerello grigio su carta; corredata da un indice recante le destinazioni d’uso degli ambienti. (vedi foto)

Si evidenzia a nord-ovest il blocco dell’ospedale, caratterizzato dalle due infermerie delli curabili e delle curabili, destinate al ricovero degli ammalati, specularmente articolate sulla cappella interna ed affacciate sulla galleria aperta, molto ampia e ad elle, per consentire un indovinato passaggio degli convalescenti.

Si notano ai lati le due scale maggiori, contrapposte, che danno accesso alle rispettive infermerie.

A sud-est si trovano gli ambienti destinati al Monte di Pietà, tra i quali si distingue la sala grande per li pegni ordinarij, sovrastante l’Oratorio delle Umiliate, sull’angolo est.

Le camerette poste a fianco della chiesa di Santa Croce, destinate agli infermieri vergognosi, erano state costruite tra il 1732 ed il 1734 su progetto di Bruno di Samone, e costituiscono il nucleo iniziale dell’ospedale settecentesco, progettato dal Vittone ed ultimato nel 1781.

In un’altra piantina in carta, inchiostro nero, inchiostro nero a tratteggio (demolizioni), acquerello rosa (nuove costruzioni), mm 698 x 492, custodita nell’archivio Storico dell’Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle, viene così descritto i lavori: Il colorito Rosso si è la Fabrica nuova che si desidera di fare. Le altre tinte indicano la Fabrica Vecchia da demolirsi. 20 giugno 1731 (in basso al centro). Ghibaudo di Pistoiese Rettore 29 giugno 1731 (margine destro in basso).

 

I progetti per la costruzione dell’ospedale: 1708-1899. Regesto, n. 9. Dissegno S dell’Ospedale di Cuneo Per la Nuova Fabrica del Medemo. Primo Piano. Giovanni Fornione misuratore (in basso a destra).

Archivio Storico, Azienda Ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo. 

L’edificio settecentesco è, in definitiva, costituito da quattro corpi di fabbrica circostanti il cortile. Essi presentano pianta diversa: quello contiguo alla chiesa e quello lungo il viale Kennedy sono a manica semplice, con loggiato e portico verso il cortile; gli altri due, sulla via Santa Croce e la via Santa Maria, sono a manica doppia. La struttura portante è costituita da murature in laterizio e pietre, con volte in mattoni a botte, a padiglione ed a vela e solai in laterocemento e legno. I tetti, a due falde, presentano manto di copertura in tegole marsigliesi su struttura portante in capriate lignee, risalenti al secolo scorso, e terrazzo pavimentato con guaina bituminosa. La manica sulla via Santa Croce, ristrutturata sul finire del secolo scorso, è coronata da un tetto a due falde, con solette in laterocemento, coperto da manto in lose.

Esiste, inoltre, un corpo di fabbrica ottocentesco, organizzato su due piani fuori terra, lungo la via Santa Croce, collocata nell’edificio di raccordo tra la facciata della chiesa e l’ospedale.

Costruita nel 1876, la struttura consentiva l’ampliamento della farmacia e mostra oramai elementi decorativi di gusto eclettico, con murature in mattoni a vista e ampie finestre.

La sopraelevazione della manica occidentale, nella seconda metà del XIX secolo, probabilmente concomitante con la costruzione della manica della farmacia, determinò la modifica dei fronti verso il cortile, e la costruzione della nuova scala, ricavata nella infermeria degli incurabili, in prosecuzione dello scalone monumentale.

Tali beni restarono di proprietà fino al 1895 dalla Confraternita, quando si trovò in minoranza nel Consiglio d’Amministrazione per effetto della “Legge Crispi” e fu costretta a donarla, continuò a gestire i malati con le suore del cottolengo fino al 1978, con l’avvio del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel corso dei decenni successivi, gli usi e le nuove funzioni cominciarono progressivamente a frammentare gli ambienti in cellule più piccole, a scapito della monumentalità e della leggibilità dell’architettura, con nuovi servizi igienici negli spazi della galleria e del portico e con la costruzione di tramezzi all’interno dei grandi ambienti voltati.

Il grande ospedale divenuto “civile” rimase in servizio fino al 1960, data di trasferimento al nuovo edificio in Via Michele Coppino.

Pertanto, subì un ulteriore rimaneggiamento: le due infermerie site al primo piano vengono suddivise in numerose aule scolastiche, coperte da un controsoffitto che esclude alla vista la grande volta a botte soprastante.

Tutto ciò determina il definitivo impoverimento spaziale, accentuato dal ridimensionamento delle finestre verso il viale Kennedy e dalla chiusura della cappella intermedia.

Negli anni ’80 per far spazio ad uffici ed aule, fu realizzato un intervento che interessò la manica sulla via Santa Croce, con l’impiego di una struttura in cemento armato e con la modifica del profilo delle coperture.

Soltanto nel 2006 ha destato maggiore interesse di tutela e funzionalizzazione della sua destinazione e dopo il parere dei Beni culturali nel febbraio 2014 viene approvata la riqualificazione che si realizza trasformandola in sede della Biblioteca Civica di Cuneo. nel 2017, ristrutturata l’ex area, finora destinata alla APT, quale biblioteca per ragazzi.

Nello stesso anno, finalmente un locale è stato destinato alla casa degli scacchi di Cuneo.

 

Tratto da:

Giovanni Cerutti, “La confraternita e l’ospedale Santa Croce” (Primalpe, 2010);

Cuneo da ottocento anni (L’Artistica Savigliano, 1998);

La Carità svelata” (Nerosubianco, 2007).

Maria Patrizia Lovera “Libro dei conti tenuto dal Signor Conte Vittorio Bruno di Samone, tesoriere e direttore della Fabbrica dell’Ospedale“,

verifica dell’interesse culturale del patrimonio pubblico. Notifica provvedimento di tutela datato 22/05/2006 del 23/05/2006, prot.n.9119/06; – progetto esecutivo di ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Palazzo Santa Croce approvato con D.D.205 del 18.02.2014 (lotto I)

Destinazione d’uso moderna

L’ Ass.re Franca Giordano, madrina dell’inaugurazione, ha presenziato all’inaugurazione della “Casa degli scacchi”, così denominata dal giornalista Boratto de La Stampa, complimentandosi della realizzazione della splendida sede della nostra Associazione e dell’autofinanziamento senza pesare sulle casse della pubblica amministrazione. Avendo l’assillo di destinare una sede all’associazionismo, quando apprese che la stanza finora utilizzata come deposito libri veniva liberata, chiedeva e otteneva il benestare dell’Ass. alla Cultura e approvato la direttiva in Giunta nel mese di maggio 2017, finalmente poteva assegnare alla scacchistica cuneese il locale. In questo modo, veniva posto fine al calvario di assegnazione di sedi provvisorie in esercizi pubblici o ospitati in altre Associazioni come La Novella, La Nuova Bocciofila e La Società operaia.

Ufficialmente e concretamente, dal dopoguerra, la richiesta di una sede all’amministrazione comunale fu avanzata nel 2011 da Antonio Ciaramella, appena entrato nel direttivo. Il confronto con l’amministrazione comunale, anche con qualche tono aspro a causa della disperazione accumulata negli anni, è stato corretto e sostenuto dalla serietà della nuova associazione molto impegnata nel sociale e nella divulgazione nelle scuole. Dobbiamo però riconoscere che l’amministrazione comunale è sempre stata vicina al nostro sport, in particolare l’Ass.re Valter Fantino, per altro socio onorario dell’Associaizone, il quale ha sempre apprezzato il forte valore sociale ed educativo della nostra disciplina.

Speriamo che la nuova amministrazione confermi tale vicinanza al gioco più bello del mondo.

ex deposito libri

sala sgombra prima dei lavori

Quanto è stato possibile solo grazie alla perseveranza del neo comitato direttivo che ha saputo riconquistare la reputazione necessaria, sia per la rinnovata e costante visibilità conquistata nell’opinione pubblica organizzando fattualmente l’attività agonistica e giovanile anche a livello regionale e non solo provinciale nonché quella di promozione in ogni evento pubblico, culturale e fieristico e di divulgazione nelle scuole e in occasione di qualsiasi evento  sia per la serietà finora dimostrata nel perseverare nei progetti a favore della collettività.

Così facendo, martedì 18 aprile c’è stato il primo sopralluogo e l’ordine di servizio per lo sgombero delle staggere dell’ex deposito libri.

Lo spazio, al momento, è un vasto monolocale (6×7 metri) ma discretamente ampio anche per svolgere tornei sociali. A settembre sarà indetta un’assemblea straordinaria, per cambiare la sede legale nello statuto con pranzo sociale e apertura della stagione agonistica con open sociale e progettazione corsi nelle scuole.

Il progetto non si ferma qui ma è più ambizioso.Oltre all’ampliamento dei locali, esso è funzionale per la fondazione della prima Scuola di Scacchi (I, II e III livello) riconosciuta dalla F.S.I. e del primo Centro avviamento allo sport degli scacchi che sarà strutturato in: gioco libero per i ragazzi oppure assistito con istruttore o giocatore esperto; cicli didattici periodici su vari argomenti dall’apertura al finale, dal mediogioco alla strategia e tattica; di sera corsi per adulti.

Insomma, un centro di formazione e allenamento dei giovani scacchisti del circolo e degli adulti e non solo anche luogo per la CCI, collezionisti di scacchi, e altri eventi culturali.

Per questo motivo l’architetto Grazia Alessandria (socio e madre di Bosio Andrea) sta elaborando un progetto di massima da presentare all’amministrazione comunale e a eventuali fondazioni o enti privati per sostenere le spese. Oltre all’ingresso da Via F.lli Vaschetto nr.1 e ampliamento dei locali, anche la previsione di servizi igienici.

A presto

La presidenza

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2 pensieri su “La casa degli scacchi

  1. Adesso bisogna vedere se i soci della S.S. Cuneo si meriteranno la sede o se, come solito costume,
    manderanno tutto all’aria per prigrizia o quant’altro.

    • Carissimo Pietro,
      sei un socio fondatore e quindi conosci benissimo la storia dell’associazione, le sue fortune e le sue sfortune. Il 29 giugno abbiamo avuto l’occasione che aspettavamo da anni, tocca a tutti Noi non sprecarla.
      E così sarà….ognuno merita quello che semina!
      Antonio

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